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Car sharing, ormai è mania. In Italia 16 mila clienti PDF Stampa E-mail

Nato in Svizzera, questo sistema di uso dell'auto è arrivato sul nostro mercato nel 2001. Oggi è attivo in quasi tutte le principali città.

Decolla il car sharing, l'auto condivisa, da pagare solo quando si usa: in Italia ci sono ormai 16mila aficionados che non ne farebbero mai a meno.

Il car sharing, nato in Svizzera più di venticinque anni fa e diffusosi nel corso degli anni in tutta Europa e in Nord America, è arrivato in Italia nel 2001 grazie all'iniziativa di un circolo di Legambiente. "Quando abbiamo cominciato qui a Milano - spiega Andrea Poggio vicedirettore generale di Legambiente - avevamo un parco auto di tre macchine. Ora solo nel capoluogo lombardo abbiamo più di 2mila abbonati. La diffusione è in aumento - ha aggiunto - ma in tanti ancora non l'hanno capito e restiamo per il momento su un livello pionieristico".

Infatti nonostante l'aumento costante del numero di utenti, in Italia il car sharing resta un fenomeno di nicchia. Gli abbonati a questo tipo di servizio risultano essere poco più di 16mila, mentre il parco auto totale è composto da 474 automobili per una media di una ogni 30 utenti. I parcheggi in cui è possibile ritirare e riconsegnare l'auto sono 275. Proprio lo scarsa presenza di questi ultimi rappresenta una delle principali cause della non eccessiva diffusione del car sharing. "E' chiaro che l'offerta è ancora limitata - afferma il vicedirettore di Legambiente - e l'assenza di parcheggi è il principale problema. Come premesso, dunque, siamo dei pionieri, ma ci portiamo dietro un popolo".


Partito da Milano, il car sharing è approdato in molte città d'Italia: Torino, Genova, Bologna, Rimini, Firenze, Roma, Palermo e a breve sarà la volta di Napoli. E' proprio nelle aree densamente abitate che il servizio si rende più conveniente, visti i costi più elevati che comporta il possesso di un'automobile, grazie alla possibilità di integrare il car sharing con i trasporti pubblici e con la possibilità di usufruire di un maggior bacino d'utenza. A rendere possibile la diffusione nazionale del servizio, è stata la creazione di un coordinamento finanziato dal ministero dell'Ambiente: l'Ics (Iniziativa Car Sharing), standardizzando la tecnologia, ha permesso a chi è abbonato di poter usufruire del servizio ovunque si trovi.

Con l'auto condivisa, i costi di gestione sono tutti compresi. Dunque niente assicurazione, niente manutenzione e soprattutto niente carburante. Chi utilizza il servizio deve sottoscrivere l'abbonamento annuale con un costo che va dai 110 euro per le famiglie fino ai 450 per le aziende, e pagare solo il tempo e i chilometri che percorre con l'auto. Costi che oscillano a seconda della fascia oraria e della grandezza del mezzo tra 1 euro e 2,60 per il tempo, e tra 0,30 e 0,70 euro per la distanza trascorsa. Quello dell'auto condivisa è un servizio poco adatto per chi non va a piedi nemmeno al bar sotto casa, come spiega anche il vicedirettore di Legambiente.

"Il car sharing è una soluzione conveniente soprattutto per chi dell'auto fa un uso limitato, non superiore ai 10mila chilometri l'anno - sostiene Andrea Poggio - Il costo del semplice possesso di un'automobile è di 2mila euro l'anno. Quando noi percorriamo il primo chilometro con la nostra auto dobbiamo pensare che ci sta costando 2mila euro. Con l'auto condivisa i costi di gestione vengono eliminati".

Tuttavia i vantaggi del car sharing non sono solo di natura economica, ma di comodità. Molti Comuni, infatti, proprio per incentivare lo sviluppo di questo servizio, permettono l'accesso alle Ztl, la possibilità di transitare sulle corsie preferenziali dei trasporti pubblici e la sosta gratuita sulle strisce blu. Vantaggi non indifferenti, soprattutto per chi risiede in zone con parcheggio a pagamento o nei centri storici. Da un'indagine condotta dal Servizio Car Sharing Nazionale, risulta che più di un terzo degli utenti abita in zone a traffico limitato, mentre nella assoluta maggioranza dei casi risiedono in zone con la sosta a pagamento.

Il car sharing comporta quindi non solo notevoli vantaggi per la comunità e l'ambiente, grazie alla riduzione del numero e dell'uso delle automobili, ma anche per chi ne usufruisce. "Secondo un'indagine condotta da Legambiente - spiega Andrea Poggio - il primo fattore di scelta del car sharing è la comodità. Soprattutto per chi non usa l'auto tutti i giorni". Possono però verificarsi dei problemi in termini di disponibilità. Può succedere di aver bisogno di un'auto e di non trovarla se un altro utente la sta già utilizzando. "Può accadere - afferma il vicedirettore di Legambiente - tuttavia abbiamo un alto tasso di risposta ad ogni richiesta, circa il 95%".

Uno degli aspetti positivi dell'auto condivisa, è quello di renderci meno "automobile-dipendenti". A Milano il 23% dei soci del servizio ha dichiarato di non avere più un'auto intestata e di averla venduta o rottamata. Risulta però chiaro che il car sharing comporta molte limitazioni. Non è possibile fare dei viaggi "solo andata", così come la proprietà in comune impedisce di "personalizzare" l'auto; addio dunque a cartacce nell'abitacolo e 'arbre magique'. Ma soprattutto gli orari sono bloccati e non è possibile cambiare in corsa la destinazione.

da laRepubblica.it, 31 Maggio 2009

 
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